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                             AGGIORNAMENTI 2025 E ANNI SUCCESSIVI

 

Riprendo, dopo quasi due anni, la pubblicazione di nuovi interventi nel blog, per approfondire ulteriormente i temi trattati e per aggiornare le mie esperienze in merito al percorso evolutivo dell'io cosciente. Per eventuali commenti, potete inviare un'email a info@vitaumana.it

 

   IL CERVELLO E L'IO COSCIENTE (settembre 2026)

L'io come feedback del cervello(viene assunta, come ipotesi di lavoro, la concezione secondo cui l'io cosciente è un prodotto dell'attività cerebrale, privo di una realtà autonoma; si esplora però soprattutto l'ipotesi che, pur essendo generato dal cervello, l'io costituisca una funzione operativa capace di esercitare un feedback sul sistema da cui dipende; l'io sperimenta come propria una vita interiore fatta di percezioni, pensieri, emozioni, desideri e decisioni, senza conoscere i processi cerebrali che la determinano; le esperienze positive e negative modificano ulteriormente la dinamica del sistema, orientando l'io verso atteggiamenti ottimistici o pessimisti e costringendolo a confrontarsi con la complessità delle relazioni umane; ne deriva un problema epistemologico: l'io può conoscere solo gli effetti coscienti dell'attività cerebrale, ma non il funzionamento complessivo che li genera; resta inoltre aperta la possibilità che esista una forma di coscienza capace di comprendere tali processi, pur senza intervenire su di essi)

La formazione e lo sviluppo dell'io cosciente(l'io cosciente si sviluppa progressivamente attraverso l'interazione tra il funzionamento del cervello, le esperienze personali e il contesto socioculturale; nel corso della vita acquisisce informazioni, conoscenze, capacità relazionali e strumenti per orientare il proprio comportamento, ma può entrare in conflitto con dinamiche inconsce del sistema nervoso e con le richieste della società; i rapidi mutamenti culturali possono inoltre mettere in crisi convinzioni e valori precedentemente acquisiti, inducendo l'io a interrogarsi sull'affidabilità delle proprie capacità di conoscere e giudicare; se si assume che ogni convinzione dipenda ultimamente dal funzionamento cerebrale, emerge il paradosso di un io costretto a mettere in dubbio l'affidabilità dello stesso cervello che determina le sue convinzioni; né il consenso sociale può offrire una garanzia assoluta di verità; tuttavia, proprio nel corso della vita, le potenzialità creative dei processi inconsci del cervello possono progressivamente trasformarsi in risorse organizzate dall'io cosciente, dando origine alle molteplici espressioni dell'ingegno umano)

L'io cosciente e il problema della morte dell'organismo(viene affrontato il problema del destino dell'io cosciente di fronte alla morte dell'organismo, distinguendo la cessazione delle funzioni organiche dalla possibilità che l'io continui a esistere e a sperimentare; l'io può constatare la propria presenza, ma non può sperimentare direttamente la propria non-esistenza; perciò anche la morte definitiva dell'organismo non consente di stabilire, dall'esterno, che l'io sia definitivamente annientato; le condizioni di coma, anestesia e rianimazione mostrano inoltre che l'assenza di manifestazioni osservabili non è sufficiente a escludere la presenza di un io cosciente; le NDE assumono così particolare rilievo: in esse l'io può percepirsi separato dall'organismo e vivere esperienze di straordinaria intensità, caratterizzate da pace, incontri con altre entità, percezione di una dimensione ultraterrena, luce, rivisitazione della propria vita, accesso a una conoscenza più ampia e riluttanza a tornare alla vita organica; assumendo coerentemente l'ipotesi riduzionistica, una simile esperienza dovrebbe rappresentare la massima performance del cervello, conducendo l'io verso una realtà percepita come atemporale e trascendente)

Conclusioni(l'analisi conduce a considerare cervello e io cosciente come due aspetti inseparabili di un unico processo di interazione: il cervello genera l'esperienza dell'io, ma l'attività cosciente dell'io retroagisce sul funzionamento cerebrale; l'evoluzione dell'io può essere vissuta come una progressiva trasformazione e, in alcuni casi, come una liberazione dall'organismo, fino alle esperienze NDE, nelle quali esso percepisce una realtà trascendente come più reale di quella ordinaria; assumendo l'ipotesi riduzionista, queste esperienze paradossalmente diventerebbero la massima espressione delle capacità del cervello, capace di offrire all'io una dimensione di straordinaria intensità e significato proprio quando l'organismo sta per cessare di funzionare: resta così aperta la questione di quale rapporto esista realmente tra l'attività cerebrale e l'esperienza soggettiva dell'io)

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   FILOSOFIA E PSICHE (agosto 2026)

Origine e sviluppo della filosofia occidentale(la filosofia occidentale nasce dall'originaria facoltà creatrice dell'essere umano e dalla sua esigenza di comprendere e organizzare, attraverso l'attività mentale, il materiale prodotto dalla psiche; come una costruzione materiale, anche un sistema filosofico è una costruzione di parole, concetti e idee, elaborata dal filosofo per cercare risposte alle domande che la psiche suscita nell'io cosciente; lo sviluppo storico di tali costruzioni, dalle origini greche fino all'età moderna, si è fondato sul progressivo confronto tra sistemi diversi e, inizialmente, sulla ricerca di forme di conoscenza capaci di offrire risultati certi e condivisibili: matematica, geometria, logica e astronomia rappresentarono i primi ambiti nei quali tale esigenza poté trovare una risposta particolarmente rigorosa; i successi ottenuti in questi campi spinsero i cercatori della conoscenza ad applicare gli stessi strumenti ad ambiti sempre più vasti, dando così origine alla filosofia come ricerca di una sapienza senza limiti né condizionamenti)

L'arte di creare un sistema filosofico(i sistemi filosofici sono costruzioni concettuali attraverso le quali i cercatori della conoscenza hanno cercato di interpretare la realtà e rispondere alle domande suscitate dalla psiche; nell'antica Grecia, matematica, logica e astronomia mostrarono la possibilità di ottenere risultati affidabili mediante procedure controllabili, inducendo i filosofi ad applicare gli stessi strumenti ad ambiti più vasti; tuttavia, a differenza delle conoscenze formalizzabili, i sistemi filosofici non dispongono di criteri universalmente riconosciuti capaci di stabilirne oggettivamente validità e verità; la loro diffusione e influenza dipendono quindi anche dalla capacità persuasiva degli autori e dalla risonanza che le loro intuizioni e argomentazioni suscitano nelle sintonie della psiche dei lettori; la molteplicità e la continua trasformazione dei sistemi filosofici mostrano così i limiti della pretesa di fornire, attraverso un'unica costruzione concettuale, una conoscenza oggettiva e permanente della realtà e della vita umana)

Il modo di funzionare della mente quando compie uno sforzo per comprendere(attraverso l'osservazione del modo in cui io affronto testi filosofici complessi, descrivo un progressivo miglioramento della mia comprensione ottenuto mediante rilettura, approfondimento dei termini, analisi sintattica e confronto con interpretazioni altrui; la mia ipotesi interpretativa di questo processo è che lo sforzo necessario per comprendere un filosofo potrebbe produrre nella mente del lettore una progressiva sintonizzazione con quelle particolari dinamiche della psiche che hanno sostenuto il pensiero dell'autore; comprendere realmente un'altra posizione significherebbe, almeno temporaneamente, assumere il punto di vista dell'altro senza per questo condividerne necessariamente i giudizi; lo stesso principio di stabilizzazione attraverso esercizio e ripetizione viene riconosciuto nei processi di apprendimento; ma ci si può interrogare sulle diverse disposizioni individuali verso la filosofia, chiedendosi perché alcune persone ne siano particolarmente attratte e riescano a comprendere più facilmente determinati temi e sistemi)

Conclusioni (alla luce del funzionamento della psiche)(attraverso l'esame dei sistemi filosofici alla luce della psiche, si osserva come le loro elaborazioni siano riconducibili ai singoli autori, ma anche alle interazioni culturali e intellettuali nelle quali essi operarono; la particolare configurazione delle sintonie della psiche di ciascun filosofo può contribuire alla formazione del suo sistema e alla sua evoluzione nel tempo, mentre la pluralità delle esperienze individuali spiega anche la molteplicità e la contrapposizione delle visioni filosofiche; alcuni filosofi hanno cercato di ricondurre la coscienza individuale a una realtà superiore e unitaria, ma i limiti della conoscenza umana impediscono di estendere tali ipotesi oltre l'ambito della nostra esperienza; i casi di Schopenhauer e Nietzsche mostrano inoltre possibili consonanze e dissonanze tra filosofia, carattere, vicissitudini personali e dinamiche della psiche, senza che ciò consenta di giudicare la validità dei loro sistemi; analogamente, l'influenza culturale dei filosofi non implica che essi abbiano determinato le dinamiche storiche, nelle quali gli individui sono coinvolti secondo configurazioni della psiche collettiva che possono emergere, trasformarsi, occultarsi e riemergere; la storia stessa, e in particolare la storia della filosofia, appare infine come una grande rappresentazione teatrale, della quale vediamo soltanto la scena illuminata, mentre rimangono in gran parte nascoste le dinamiche che operano dietro le quinte, contribuendo anche a spiegare la marginale presenza delle figure femminili nella tradizione filosofica occidentale)

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   LA COSCIENZA E L'IO (marzo 2026)

La coscienza come fondamento dell'esistenza(si richiama l'opportunità di distinguere tra l'esistenza in quanto oggetto o rappresentazione da parte di un soggetto cosciente, ed il riconoscimento della propria esistenza da parte di un soggetto che è consapevole e sa di esistere; mediante le nostre elaborazioni mentali, possiamo anche ipotizzare che vi sia qualcosa anche in assenza di qualsiasi forma di coscienza che possa percepirla e convalidarne l'esistenza, tuttavia non mi sembra corretto definire «esistenza» tale condizione; di fatto, la forma di esistenza più completa è quella di un soggetto dotato di un'auto-coscienza che lo rende consapevole di esistere)

Il cambiamento di stato dell'io cosciente nelle NDE(in diverse NDE la coscienza dell'io si separa dall'organismo più o meno istantaneamente, per connettersi con una forma inorganica indipendente mediante la quale l'io può osservare il proprio organismo come un oggetto esterno, verso il quale spesso non prova più alcun interesse; viene esaminato un caso di annegamento, che rappresenta un esempio significativo del modo repentino in cui avviene questo processo)

La condizione dell'io cosciente durante i sogni(già durante la normale vita organica l'io sperimenta regolarmente una duplice condizione, a seconda che si trovi nello stato ordinario di veglia o nello stato onirico, nel quale può sperimentare più o meno lucidamente eventi, sensazioni, sentimenti ed emozioni che lo coinvolgono intensamente come se fossero reali, almeno fino a quando – una volta tornato nello stato ordinario di veglia – non li classifica come fenomeni onirici; analogamente, una volta terminata la vita organica, l'io cosciente potrebbe trasferirsi in un nuovo stato mentale, nel quale tutto ciò che è gli accaduto durante la sua vita umana verrebbe valutato alla stregua di un fenomeno onirico)

Uno strano dualismo esistenziale(quello che accade nelle NDE in merito alla separazione dell'io cosciente dall'organismo al quale era vincolato nello stato ordinario di veglia, e in parte anche nello stato onirico, implica un dualismo esistenziale che non può essere attribuito al funzionamento del cervello come noi lo sperimentiamo e lo conosciamo durante la vita organica, perché la nuova condizione di separazione dell'io dal corpo presenta modalità operative e funzionali del tutto anomale rispetto a quelle che vengono attribuite al cervello come sensore, interprete e regolatore delle esigenze di vita e di sopravvivenza dell'organismo di cui fa parte)

Un differente modo di sentire e di valutare(durante la vita umana l'io cosciente è di norma vincolato al proprio organismo e condizionato dalle dinamiche della psiche che tale vincolo gli impone, trasformandolo in io psichico e obbligandolo a funzionare come tale, sia in quanto sensore, sia nel ruolo di programmatore intenzionale dei comportamenti del suo organismo; invece, una volta liberatosi dai legami col proprio organismo, l'io cosciente può trasformarsi in io spirituale quasi istantaneamente, sperimentando una dimensione completamente diversa nella quale le sue esperienze sono molto più in armonia con quella che sente come la propria autentica essenza: moltissime NDE testimoniano proprio questa trasformazione, quasi incredibile per chi abbia vissuto sempre vincolato al proprio organismo e alle naturali esigenze del medesimo)

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   L'INFORMAZIONE E LE PROPRIETÀ EMERGENTI (ottobre 2025)

Il concetto di cambiamento e quello di proprietà emergente(dopo alcune considerazioni preliminari in merito ai cambiamenti che si verificano e che possono essere registrati all'interno di uno spazio predefinito tra un tempo A e un tempo B successivo ad A, si definiscono le proprietà emergenti che via via si manifestano nel tempo come conseguenza delle interazioni sempre più complesse tra le sostanze e le energie già presenti all'interno di un sistema, così come vengono elaborate e interpretate dall'attività cosciente e intelligente della mente umana)

Il tempo, la coscienza e la conoscenza umana(nel caso sia vera l'ipotesi interpretativa per cui la coscienza, l'intelletto e l'intento umano sono proprietà emergenti di un unico processo creativo che, nel suo sviluppo evolutivo, cerca di conoscersi mediante il fluire del tempo, dobbiamo constatare che l'umanità è ancora nelle fasi iniziali di tale evoluzione, che non si svolge in modo armonioso e progressivo; non si può escludere che gli eventi che riscontriamo in questo mondo plasmato dagli esseri umani, e gli effetti che ne conseguono, siano determinati dall'interazione tra due diverse forme di energia creatrice, che si manifestano e si impongono alla nostra coscienza tramite le dinamiche bipolari della psiche umana)

L'esistenza e il ruolo dell'io cosciente(ogni io cosciente dà il proprio contributo – minimo o grande, positivo o negativo che sia – alla storia dell'umanità, e in questo consiste il suo ruolo sociale, la cui durata è tuttavia pur sempre limitata dalla vita dell'organismo a cui esso è vincolato; quanto al proprio destino una volta che il suo organismo sia definitivamente morto, l'io cosciente non ha certezze, ma eventualmente speranze, timori, o forme di convinzione fideistica; in epoca recente si è affermata su vasta scala anche la convinzione che con la morte dell'organismo l'io cosciente cessi completamente di esistere; coloro che sono interessati a raccogliere informazioni sull'eventuale continuazione dell'esistenza dell'io cosciente dopo la morte dell'organismo si dedicano allo studio dei fenomeni e delle comunicazioni medianiche e degli stati di coscienza non ordinari come le NDE)

L'io cosciente come proprietà emergente(quando l'io cosciente comincia a riconoscere e a comprendere se stesso come proprietà emergente del processo creativo che ha determinato l'evoluzione della vita organica sul nostro pianeta, si interroga anche sul proprio ruolo nel partecipare all'interpretazione e alla prosecuzione di tale processo mediante le risorse creative della mente di cui è dotato; sebbene questa funzione venga svolta ancor oggi prevalentemente sotto la direzione della psiche umana, l'io cosciente può sentire in modo più o meno chiaro l'influenza di una forma di energia da cui si sente attratto, certamente diversa da quella bipolare e spesso conflittuale della psiche; l'io può percepire la presenza di quest'energia in tutta l'immensità dell'universo, laddove l'energia della psiche umana gli sembra confinata – per quanto gli è dato di sapere – al solo pianeta su cui vive il suo organismo)

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   I LIBRI E LE TEORIE DI FEDERICO FAGGIN (agosto 2025)

Federico Faggin(il fisico Federico Faggin, inventore del microprocessore, ha elaborato una teoria da lui denominata QIP – Quantum Information-based Panpsychism – in base alla quale una forma di coscienza e di intento viene attribuita ad ogni campo quantistico di probabilità)

Esposizione sintetica della teoria di Faggin: prima parte(le considerazioni alla base della teoria di Faggin – così come presentate nella prima parte del suo libro Irriducibile, con particolare enfasi sulla teoria quantistica e sulla coscienza – sono riassunte ed esaminate anche alla luce delle loro analogie con alcuni degli argomenti trattati in questo sito)

Esposizione sintetica della teoria di Faggin: seconda parte(dopo aver evidenziato come la teoria dei quanti sia un'elaborazione della mente umana utile ed efficace per interpretare i risultati sperimentali, viene presa in esame la teoria olistica di Faggin in base alla quale la realtà fisica che noi percepiamo deve essere interpretata come manifestazione ed emanazione di una realtà quantistica unitaria, l'Uno, che vuole conoscere se stesso mediante le esperienze di entità coscienti sempre più complesse dotate di intento, denominate seity; si considerano poi le affinità e le differenze della teoria di Faggin con la teoria dell'universo olistico – anch'essa fondata sulla fisica quantistica – elaborata negli anni '70 dal fisico americano David Bohm)

È difficile interpretare la frammentazione dell'Uno alla luce delle sintonie della psiche umana(la frammentazione dell'Uno in una pluralità di entità, dalle più semplici alle più complesse, presenta molti aspetti controversi e problemi interpretativi sui quali Faggin sorvola, pur affermando che la sua teoria vuole comprendere ogni aspetto dell'esperienza umana; si tratta di un orientamento che spesso caratterizza coloro che sono sotto l'influenza della polarità positiva della psiche umana, senza avere le risorse per differenziarsi dalla propria psiche in misura sufficiente per poterne osservare le dinamiche con spirito critico)

Le incerte implicazioni del tempo(la nostra interpretazione del fluire degli eventi della realtà fisica nel tempo è determinata dal modo in cui la mente umana percepisce il tempo, che potrebbe cambiare in una dimensione diversa da quella ordinaria, come riportato, per esempio, dalle testimonianze relative a numerose NDE; pertanto l'affermazione di Faggin secondo la quale l'Uno vuole conoscere se stesso attraverso le trasformazioni delle parti-tutto da esso emanate – che a loro volta interagiscono e comunicano tra loro per conoscere se stesse – non è chiara, in quanto il tempo stesso o è un'emanazione – una seity – dell'Uno, oppure esiste indipendentemente dall'Uno, negando così a quest'ultimo di essere la totalità di ciò che esiste)

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